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Denuncia Di Inizio Attività (DIA)

DIA

Le opere che possono essere eseguite con la procedura della denuncia di inizio di attività (DIA) sono quelle individuate dall’art. 23, e marginalmente dall’art.28 coma 12, della legge regionale 6 giugno 2008, n.16, nonché dall’art.8 della L.R. 3 novembre 2009, n.49 (c.d. “Piano casa”) e quali in ultime precisate anche dalla lettera circolare della regione Liguria prot. PG/2011/109008 del 28 luglio 2011.

PROCEDIMENTO:

La modulistica necessaria per la presentazione dell’istanza è disponibile su questo sito alla sezione Edilizia Privata - Modulistica.

L’interessato, ovvero il progettista incaricato, consegna la pratica direttamente presso lo Sportello Unico per l’Edilizia, ciò che gli consente, diversamente dal deposito presso il Servizio di Protocollo Generale o dall’invio tramite il servizio postale, di potersi rivolgere ad un tecnico a ciò dedicato (in genere ne sono presenti e disponibili 2) che, nella stessa sede, sottopone l’istanza ad una valutazione preventiva di conformità, anche di merito, al fine di consentire all’interessato, eventualmente, di apporre fin da subito eventuali rettifiche o precisazioni ritenute necessarie in relazione al caso di specie, ovvero di posticipare il deposito della pratica qualora la stessa si rivelasse carente o inesatta e non fosse perfezionabile sul momento. Ciò consente  di evitare, per quanto possibile, di dover procedere a sospensioni (per richiesta di integrazioni) che già si palesassero evidenti, e conseguentemente di evitare l’eventuale allungamento dei tempi di perfezionamento dell’istanza (attesa di ulteriori 20 giorni dopo quello di integrazione).

La pratica viene quindi protocollata (ciò avviene in rigoroso ordine di presentazione e con numero assegnato in ordine progressivo dal sistema informatico) a cura di altro impiegato presente al medesimo Sportello (presso il quale si può provvedere al pagamento dei diritti di segreteria e dell’eventuale contributo di costruzione tramite Bancomat/Carta di credito) e assegnata al tecnico che l’ha visionata o, nel caso di DIA relative all’attuazione del c.d. “Piano casa”, eventualmente anche ad altro tecnico, per le successive verifiche di dettaglio.

La DIA viene presentata in duplice copia (una da assumere agli atti del Comune ed una per l’interessato).

Su entrambe le copie viene apposto il numero di protocollo e la data di presentazione, nonché la firma del tecnico che l’ha esaminata e che ne curerà l’iter. Ciò consente la restituzione di una copia, di cui sono vistati anche i singoli allegati, che permette al titolare della stessa di poter dimostrare  di aver provveduto al dovuto deposito e di conoscere fin da subito il nominativo provvisorio del responsabile del relativo procedimento: (qualora, entro 10 giorni, non venga comunicato altro nominativo, il medesimo tecnico indicato sulla ricevuta (sia esso il medesimo firmatario o altro tecnico precisato) deve intendersi nominato e confermato quale responsabile del procedimento dal competente Direttore d’Area.

I lavori, ordinariamente, non possono essere iniziati se non decorsi 20 giorni dalla data di deposito della denuncia. Il termine massimo entro cui devono essere ultimati i lavori è di 3 anni dal loro inizio, con obbligo dell'interessato di comunicare al Comune il nominativo delle imprese/ditte esecutrici (allegando DURC e copia della notifica preliminare eventualmente dovuta e trasmessa all’ASL nonché dichiarazione in merito all’avvenuta verifica della ulteriore documentazione delle medesime) nonché la data di inizio dei lavori e della loro ultimazione.

Nel caso in cui la DIA riguardi un intervento edilizio per il quale si rende necessario il versamento del contributo di costruzione (DIA ‘onerosa’), il committente deve effettuare il versamento degli oneri concessori e consegnare all’Ufficio una copia della ricevuta entro 20 giorni dalla data di deposito della DIA.

La determinazione del contributo di costruzione viene fatta attraverso la compilazione di un apposito modulo a disposizione sul sito del Comune (modulo 34 “Computo contributo di costruzione”) che viene allegato alla DIA già in sede di suo deposito.

Il versamento dell’importo viene eseguito secondo quanto descritto in procedura P7 “Gestione Oneri e Fideiussioni”.

L’interessato, dunque, presenta apposita istanza (ravvisabile nel modulo “DIA”) composta da:

-  la denuncia di inizio attività;

- una relazione del tecnico/progettista (Relazione tecnica descrittiva e di asseveramento).

Entro 15 giorni dalla presentazione della D.I.A., il tecnico che ha visionato l’istanza, in quanto tecnico responsabile a ciò dedicato, o quello altrimenti nominato, verifica ulteriormente che la documentazione non sia incompleta o insufficiente al fine dell’asseverazione della conformità, nonché la correttezza del computo del contributo di costruzione (o del suo versamento, se già avvenuto), procedendo, se del caso, a informare il tecnico e/o il committente della necessità di provvedere a dovute ulteriori precisazioni o integrazioni.

In caso di richiesta di documentazione integrativa, che in genere viene fatta telefonicamente (fatti salvi i casi più complessi e particolari, per i quali si procede tramite lettera), il decorso del termine di perfezionamento della DIA (20 giorni) e conseguentemente del termine per poter dar corso ai lavori, resta sospeso fino al ricevimento della suddetta documentazione.

In caso si accerti l’inammissibilità della DIA, viene notificato all’interessato l’ordine motivato di non effettuare l’intervento (Notifica Rigetto).

Dal momento di perfezionamento dell’efficacia della DIA (che nel caso della DIA “Ordinaria” è da ritenersi coincidente con il regolare decorso di giorni 20 dalla sua presentazione, ovvero di giorni 30 da quello di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica nel caso della DIA “AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA”) il Committente ha 3 anni di tempo per terminare i lavori.

L’eventuale richiesta di proroghe segue lo stesso iter descritto in Procedura P6 “Istruttoria Pratiche Edilizie”.

Al fine di indirizzare un corretto approccio alla presentazione dei moduli DIA, sia con riferimento alla loro componente testuale che alle caratteristiche degli allegati, è stato predisposto un file (Mod.38) denominato  “documentazione ed elaborati da allegare alla DIA”, che si aggiunge all’appendice di “note per la compilazione dei modelli” che già integra il modulo ‘base’ della DIA (Mod.30a) come pure il modulo della ‘comunicazione di avvio attività’.

La modulistica necessaria per la presentazione dell’istanza è disponibile sul questo sito alla sezione Modulistica. 

L’interessato, ovvero il progettista incaricato, consegna la pratica direttamente presso lo Sportello Unico per l’Edilizia, ciò che gli consente, diversamente dal deposito presso il Servizio di Protocollo Generale o dall’invio tramite il servizio postale, di potersi rivolgere ad un tecnico a ciò dedicato (in genere ne sono presenti e disponibili 2) che, nella stessa sede, sottopone l’istanza ad una valutazione preventiva di conformità, anche di merito, al fine di consentire all’interessato, eventualmente, di apporre fin da subito eventuali rettifiche o precisazioni ritenute necessarie in relazione al caso di specie, ovvero di posticipare il deposito della pratica qualora la stessa si rivelasse carente o inesatta e non fosse perfezionabile sul momento. Ciò consente  di evitare, per quanto possibile, di dover procedere a sospensioni (per richiesta di integrazioni) che già si palesassero evidenti, e conseguentemente di evitare l’eventuale allungamento dei tempi di perfezionamento dell’istanza (attesa di ulteriori 20 giorni dopo quello di integrazione).

La pratica viene quindi protocollata (ciò avviene in rigoroso ordine di presentazione e con numero assegnato in ordine progressivo dal sistema informatico) a cura di altro impiegato presente al medesimo Sportello (presso il quale si può provvedere al pagamento dei diritti di segreteria e dell’eventuale contributo di costruzione tramite Bancomat/Carta di credito) e assegnata al tecnico che l’ha visionata o, nel caso di DIA relative all’attuazione del c.d. “Piano casa”, eventualmente anche ad altro tecnico, per le successive verifiche di dettaglio. 

La DIA viene presentata in duplice copia (una da assumere agli atti del Comune ed una per l’interessato).

Su entrambe le copie viene apposto il numero di protocollo e la data di presentazione, nonché la firma del tecnico che l’ha esaminata e che ne curerà l’iter. Ciò consente la restituzione di una copia, di cui sono vistati anche i singoli allegati, che permette al titolare della stessa di poter dimostrare  di aver provveduto al dovuto deposito e di conoscere fin da subito il nominativo provvisorio del responsabile del relativo procedimento: (qualora, entro 10 giorni, non venga comunicato altro nominativo, il medesimo tecnico indicato sulla ricevuta (sia esso il medesimo firmatario o altro tecnico precisato) deve intendersi nominato e confermato quale responsabile del procedimento dal competente Direttore d’Area.

 

 

I lavori, ordinariamente, non possono essere iniziati se non decorsi 20 giorni dalla data di deposito della denuncia. Il termine massimo entro cui devono essere ultimati i lavori è di 3 anni dal loro inizio, con obbligo dell'interessato di comunicare al Comune il nominativo delle imprese/ditte esecutrici (allegando DURC e copia della notifica preliminare eventualmente dovuta e trasmessa all’ASL nonché dichiarazione in merito all’avvenuta verifica della ulteriore documentazione delle medesime) nonché la data di inizio dei lavori e della loro ultimazione.

 

Nel caso in cui la DIA riguardi un intervento edilizio per il quale si rende necessario il versamento del contributo di costruzione (DIA ‘onerosa’), il committente deve effettuare il versamento degli oneri concessori e consegnare all’Ufficio una copia della ricevuta entro 20 giorni dalla data di deposito della DIA.

 

La determinazione del contributo di costruzione viene fatta attraverso la compilazione di un apposito modulo a disposizione sul sito del Comune (modulo 34 “Computo contributo di costruzione”) che viene allegato alla DIA già in sede di suo deposito.

Il versamento dell’importo viene eseguito secondo quanto descritto in procedura P7 “Gestione Oneri e Fideiussioni”.

In sintesi:

L’interessato, dunque, presenta apposita istanza (ravvisabile nel modulo “DIA”) composta da:

-  la denuncia di inizio attività;

- una relazione del tecnico/progettista (Relazione tecnica descrittiva e di asseveramento).

Entro 15 giorni dalla presentazione della D.I.A., il tecnico che ha visionato l’istanza, in quanto tecnico responsabile a ciò dedicato, o quello altrimenti nominato, verifica ulteriormente che la documentazione non sia incompleta o insufficiente al fine dell’asseverazione della conformità, nonché la correttezza del computo del contributo di costruzione (o del suo versamento, se già avvenuto), procedendo, se del caso, a informare il tecnico e/o il committente della necessità di provvedere a dovute ulteriori precisazioni o integrazioni.

In caso di richiesta di documentazione integrativa, che in genere viene fatta telefonicamente (fatti salvi i casi più complessi e particolari, per i quali si procede tramite lettera), il decorso del termine di perfezionamento della DIA (20 giorni) e conseguentemente del termine per poter dar corso ai lavori, resta sospeso fino al ricevimento della suddetta documentazione.

In caso si accerti l’inammissibilità della DIA, viene notificato all’interessato l’ordine motivato di non effettuare l’intervento (Notifica Rigetto).

Dal momento di perfezionamento dell’efficacia della DIA (che nel caso della DIA “Ordinaria” è da ritenersi coincidente con il regolare decorso di giorni 20 dalla sua presentazione, ovvero di giorni 30 da quello di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica nel caso della DIA “AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA”) il Committente ha 3 anni di tempo per terminare i lavori.

L’eventuale richiesta di proroghe segue lo stesso iter descritto in Procedura P6 “Istruttoria Pratiche Edilizie”.

Al fine di indirizzare un corretto approccio alla presentazione dei moduli DIA, sia con riferimento alla loro componente testuale che alle caratteristiche degli allegati, è stato predisposto un file (Mod.38) denominato  “documentazione ed elaborati da allegare alla DIA”, che si aggiunge all’appendice di “note per la compilazione dei modelli” che già integra il modulo ‘base’ della DIA (Mod.30a) come pure il modulo della ‘comunicazione di avvio attività’.

 La pratica di DIA, secondo le possibili procedure dipendenti dal tipo di opere e dalla loro localizzazione, può essere di quattro tipi.